ESPERIENZA DI CENTRO ESTIVO MIRATO sensorio-motorio, con Pedagogia della Lentezza, della fatica e della montagna.
Quest’anno siamo finalmente riusciti a sperimentare e testare un’esperienza importante di Centro Estivo AST-SIT sulle montagne del lecchese.
Per questa possibilità dobbiamo ringraziare soprattutto Davide, un nostro ragazzo e i suoi genitori, ovviamente nostri soci.
Nonostante Davide fosse un ragazzo molto compulsivo (motivo per cui proprio lui é stato inserito e monitorato, da me personalmente), in questa esperienza ha imparato ad attenuare le sue manifestazioni sino a ridurle quasi a zero. Ha lavorato per aggiustare i boschi e i sentieri, impastato pane, cotto il pane e operato nella cucina comunitaria. Davide ha dato performances altamente professionali e si é sperimentato da tre punti vista: motorio, sensoriale e sociale.
Il sociale, fatto di lavoro in team e di discussioni in gruppo,  é andato talmente bene da spingere il gruppo che ha fatto quest’esperienza a ritrovarsi a settembre spontaneamente, sulle stesse montagne. Potrei definire questa esperienza una sorta di “Università per la Vita Indipendente”, che deve diventare  assolutamente una priorità di AST-SIT (insieme al servizio residenziale, mai avviato, ma approvato dall’assemblea).
Ora Davide é pronto per tornare nella scuola superiore in cui é iscritto, dalla quale era assente da ottobre 2029 non per COVID,  ma per timore di giudizio sociale (motivo dell’aumento delle sue compulsioni vocali).
Le famiglie interessate a partecipare ad altre simili esperienze prendano contatto con la nostra responsabile soci Francesca Maspero, e si associno naturalmente. Nei percorsi possiamo inserire ovviamente solo casi che conosciamo e che possiamo monitorare.
Per l’anno prossimo prevediamo di riproporre l’esperienza di vita autonoma nel bosco (parzialmente già sperimentata anni fa in Liguria e ancora nel lecchese) , appoggiandoci sempre alla stessa cooperativa con la quale  ci siamo coordinati quest’anno e con la quale allineeremo ancora più i nostri metodi.
 
Gianfranco Morciano