Domande e risposte

//Domande e risposte
Domande e risposte2018-07-27T23:44:47+00:00

In questa sezione troverete alcune e-mail che trattano
di argomenti che possono essere comuni a molti

MAIL 1 :

Gentili Signori buon giorno, mi chiamo XXXXXX. Da quando ero piccola tendo a pizzicare piccoli lembi di pelle intorno al collo con le unghie, ma ormai non provo piu’ dolore, ma solo sollievo. E’ un gesto incondizionato che ho acquisito quando un giorno mia madre mi aveva chiesto di smettere di farlo al suo collo. Per questo motivo, potrete capire che era un “tic” che avevo da quando mia madre mi allattava dai 2/3 anni in su. Solitamente aumento questa azione in periodi di forte ansia e stress. Potreste aiutarmi a capire cosa potrebbe esserci dietro? Vi ringrazio infinitamente e anticipatamente!

Risponde il resposabile scientifico del sito :

Probabilmente era già un tic allora quando lo facevi a tua mamma, ma non é detto (avrebbe potuto essere transitorio e comunque con la crescita ed il progressivo allontanamento dalla mamma scomparire);

Il tic, in conseguenza dell’intervento di tua mamma, si é solo spostato su di te. I tic si spostano infatti e prendono anche forme diverse, e questo é segno che vi si può lavorare per cambiarlo;

Comunque molti bambini presentano forme di tricomania (attorcigliamento dei capelli) rivolte alla madre e poi spostate su di sé;

Nel tuo caso il tic é stato “condizionato”… nel senso che per intervento esterno (la mamma) é comparso là dove prima non c’era; per la precisione bisognerebbe parlare di “riflesso condizionato”, in quanto un movimento riflesso é indipendente dalla volontà soggettiva. Il trilesso parte spontaneo, la volontà può solo fermarlo ma sempre con almeno qualche secondo di “differita”. Training specifici possono dargli altra forma. Per cui non andrebbe definito “tic incondizionato” ma il contrario, solo che é indipendente dalla tua volontà (e penso che fosse questo che volevi dire con incondizionato);

I tic essendo con molta probabilità risposte ancestrali del “cervello rettiliano” (che é dentro a tutti noi) aumentano in situazione di stress, sia che si tratti di un tic semplice (come in definitiva é il tuo) che di Tic complessi… leggi sul sito;

Una buona lettura poi é il libro di Sacks: “Un antropologo su marte” – ed. Adelphi.. scoprirai magari di avere un tic semplice ma molte altre caratteristiche con gli altri tourettici. Questa é la tua comunità virtuale… frequentaci.

Se desideri un incontro, noi siamo a Milano possiamo offrirti diverse forme di aiuto, ma un incontro di consulto é solo per amicizia e l’unica richiesta é di sostenere il sito, partecipare ai dibattiti, ed anche sostenerlo.

Gianfranco Morciano

MAIL 2

Buona giornata, ho visitato il Vs. sito su internet e volevo chiedervi un consiglio: la mia ragazza soffre di ansia associata a tic del viso (apertura involontaria della bocca)! All’inizio della nostra relazione non mi ero accorto di nulla (probabilmente si controllava), ma ora frequentandoci tutti i giorni mi sono accorto di questo disturbo (soprattutto in presenza dei famigliari e guardando la tv)!

Vorrei porvi alcune domande:

  1. Siccome sà che a me danno fastidio, quando siamo soli li nasconde molto bene: è un bene o potrebbe aggravare il problema?

  2. E’ in cura da una psichiatra da alcuni anni ma non ha avuto grossi risultati: è meglio lasciar stare la psichiatria?

  3. Infine vorreri chiederVi se io posso fare qualcosa o se esistono terapie (es. agopuntura) per risolvere questo disturbo!

Grazie 1000 per la Vs. attenzione!

Buona giornata!!

Risponde il responsabile scientifico del sito :

I tic si liberano sopratutto quando la persona con Tourette si sente “a casa” ed in confidenza con gli altri (se con te si blocca forse ancora non é così).

Sono poi così fastidiosi questi tic? Leggi il libero di Sacks: “Un antropologo su marte” (Vita di un chirurgo) ed. Adelfi… lì trovi cosa può sopportare un partner per amore. Ami la tua ragazza anche per come li pensa ed é? Sappi che é così anche “grazie” alla sindrome.

Trattenere i tic? Si può, ma non per sempre, non per tanto… a maggior ragione se con te c’é intimità vera. Il rischio di un esagerato trattenimento é che la tua ragazza possa cominciare ad avere delle “crisi di panico” e rischiare di attivaere un percorso di sofferenza che credimi é peggio della tourette stessa.

Cura dello psichiatra: non so niente, non so perché sia in cura da lui, non so neppure se questi conosce la sindrome… una cosa sola posso dirti: se lo psichiatra pensa che l’origine dei tic sia psicologica o, come spesso si dice, relazionale… cambialo per ilresto non so. Noi stiamo organizzando uno staff scientifico che vede la presenza anche di uno psichiatra e di un neurologo, poi é nostra intenzione stilare un elenco di professionisti italiani di fiducia del sito. Se siete dalle parti di Milano potete anche incontrarvi con me.

Negli USA ci sono tourettici che riferiscono benefici con l’agopuntura, ma sono una percentuale molto bassa… e poi ci vorrebbe un terapista competente sulla tourette.

Infine chiedi se puoi fare qualcosa. Tu puoi fare più di tutti, amarla anche con i tic…tentare di provar tenerezza anche per questi…e studia, comincia col libro che ti ho consigliato.

Se vuoi un rapporto diretto, per una maggior comprensione o un orientamento (potete venire anche insieme).

Non chiediamo soldi, solo di collaborare, partecipare alle discussioni e sostenere il Sito.

Gianfranco Morciano

MAIL 3

Premetto che so bene che la tourette è un disturbo multifattoriale e i disturbi non sono in comune per tutti allo stesso modo. Faccio riferimento alle persone che asseriscono che il tic parta da un pensiero intrusivo. Il pensiero intrusivo è un pensiero che assilla la persona finchè non fa quel determinato gesto o quel determinato rumore. Suppongo che più che sul tic in sè in questo caso è necessaria un approccio cognitivo sui pensieri ossessivi, ma ciò che mi chiedo a livello farmacologico, non sarebbe più utile l’ utilizzo di antidepressivi come la paroxetina (MOLTO USATA PER L’ OCD, di ultima generazione con anche un effetto ansiolitico unico per la sua specie), che l’ utilizzo dei vari neurolettici che si limitano a fermare i tic ed eventualmente anche la persona? L’ antidepressivo non ha effetti collaterali particolari mentre i neurolettici si. Avete qualche informazione a riguardo? Si può aprire un dibattito?

PS: fra gli antidepressivi ho citato la Paroxetina perchè su internet, dai siti americani sulla TS, viene giudicato il più efficace sul pensiero ossessivo ed inoltre per esperienza personale so che gli altri antidepressivi, vanno bene per l’ansia e la depressione ma non per i pensieri intrusivi e tic vari .

Risponde il responsabile scientifico del sito :

Dunque, precisando che mi tocca rispondere inseguito da mille impegni e schiacciato da diverse difficoltà personali, vi dico come la penso io, se serve. Chiarito che tutte le ricerche parlano di multifattorialità, e che finora non sono state scoperte che un paio di mutazioni genetiche implicate nella sindrome (quello dei recettori dei cannabinoidi e quello del cromosoma 13, e se ci sono altre scoperte io non so), chiarito che a mio parere i tic hanno funzioni (si perché alla fine sono convinto che una funzione devono pur averla, per quanto disfunzionale o abnorme) e manifestazioni estremamente diverse, voglio dire che a mio parere ci sono due grandi classi di tic in cui tutte le manifestazioni sono accorpabili: i tic motori (semplici e complessi) ed i tic vocali. Penso anche che ci siano poi due grandi moti ticcosi non del tutto sovrapponibili alle classi dette prima, ma in buona misura si, che attivano i tic: quelli che io chiamo “preposizionali” (cioè che accompagnano il ragionamento, i processi attentivi, il discorso ed i passaggi di ragionamento, eccetera), e quelli che si originano da stati di tensione mentale (pensieri ossessivi, alti stati ansiosi gad, pensieri post-traumatici, eccetera).

Ritenendo inoltre utile precisare che nei tourettici spesso le classi si alternano e sovrappongono, con una modifica della funzioni e che quindi può accadere (anche se non é frequentissimo dopo una certa età) che si passi da tic preposizionali a tic come risposta ad idee ossessive (ma che comunque il soggetto andrebbe trattato a seconda di quale é la patologia o manifestazione prevalente). Chiarendo altresì che io penso che una predisposizione genetica potrebbe non avere alcun esito visibile se nella fase di sviluppo ed organizzazione neuronale che si svolge tra gli 0 e gli 8/9 anni tutto procede nella normalità (cioè con una adeguata cura educativa e senza incidenti affettivi traumatici o estreme paure, anche infezioni o intossicazioni, o salti di fasi motorie), pur consapevole che ci sono condizioni genetiche che comunque potrebbero condizionare nonostante le migliori cure, dico che sul piano della ricerca scientifica nessuno é in grado oggi di dare risposte definitive, e che non dobbiamo prenderci in giro.

Riporto una considerazione del “the American Psychiatric Texbook of Psycipharmarmacology”, in assoluto il testo più aggiornato agli ultimi mesi: “Non esistono ad oggi risposte precise circa la patogenesi e la fisiopatologia dei disturbi psichiatrici, nonché dei meccanismi alla base dell’azione terapeutica dei farmaci e degli antidepressivi, nonostante almeno quattro decenni di studi intensivi siano stati rivolti in questa direzione.(…..) Sebbene la nostra comprensione della farmacologia antidepressiva e della biologia della depressione sia cresciuta in maniera esponenziale, le relazioni tra le azioni farmacologiche degli antidepressivi e i loro ben documentati effetti terapeutici rimangono oscure”. La paroxetinafa parte dei farmaci antidepressivi, e più precisamente della classe SSRI, la quale nei tourettici é la più indicata nel trattamento delle crisi di panico e dei pensieri ossessivi. Negli USA la paroxetina é il solo SSRI approvato ufficialmente come farmaco elettivo per il trattamento della fobia sociale ed il disturbo d’ansia generalizzato (GAD). Le ricerche in doppio cieco, associate a placebo, e le ricerche aperte, indicano il farmaco molto efficace contro i disturbi ossessivi a circa 20 giorni dalla prima somministrazione, la spiegazione potrebbe essere collegata alla sua capacità di occupare (legare) nell’amigdala e nel mesencefalo i siti del 5-HTT e di regolare il sistema noradrenalinergico (oltre a quello della ricpatazione della serotonina come tutti i SSRI). Inoltre sembra che le sua scarsi interazioni col sistema colinergico, evitano o riducono tutta una serie di effetti collaterali, pur blandi, associati agli altri SSRI. Inoltre non ha particolare incidenza sul sistema della dopamina, e per questo é ritenuto un farmaco ad azione abbastanza “pulita”. Diversi SSRI sembrano efficaci per la riduzione del DOC/OCD, non solo la paroxetina, certo questa dovrebbe essere considerata un farmaco di prima scelta rispetto alla clomipranina (molecola usatissima ed efficace per combattere il DAP e l’OCD). Poi come spesso accade la cura va costruita sulla persona e dalla prima scelta si può passare ad altro sulla base delle risposte individuali. Negli USA si usa partire con una dosaggio di SSRI, spesso proprio di paroxetina, prima di iniziare il trattamento educativo e psicoterapeutico di tipo cognitivo-comportamentale, ritenuto centrale ed importante dai fondatori di questo sito. SSRI, riducendo le manifestazioni più eclatanti, può favorire l’avvio e l’efficacia della terapia, specialmente nella cura del DAP.

Non so se questa mia comunicazione può davvero servire, ora scappo!

Salute a tutti

Gianfranco Morciano