Ansia e panico

Ansia e panico 2016-11-13T17:30:32+00:00

Il disturbo da attacchi di panico

A cura di Gianfranco Morciano
(Responsabile staff scientifico
)

Munch: L'urlo

Molto di più che ansia

L’ansia è una continua preoccupazione per il futuro, per le prestazioni che nell’immediato o nel prossimo futuro si dovrebbero dare, una condizione che può essere cronica ed anche molto invalidante perché l’ansia attiva alcuni comportamenti, ed alcuni neurotrasmettitori, capaci effettivamente di provocare ciò di cui si è preoccupati. Nota a tutti è l’ansia da prestazione, che provoca fallimenti non solo in campo sessuale ma anche in altre attività umane (esami, lavoro, parlare in pubblico, eccetera).

L’ansia si origina da pensieri catastrofisti di cui la persona è cosciente, quindi afferisce soprattutto all’area corticale, essa anche quando è cronica provoca di solito non molto più che comportamenti di evitamento e può condizionare personalità schive e prudenti, poco assertive.

Se l’ansia produce poi effettivamente delle esperienze gravemente fallimentari (e non è detto, perché l’evitamento è una buona tecnica), ecco allora, ma solo allora, che può attivare tutta una serie di risposte in parte anche sottocorticali, non coscienti, e trasformarsi in Disturbo D’Ansia Generalizzato (GAD) o addirittura in vero e proprio panico (DAP), studi recenti ipotizzano che il disturbo d’asia generalizzato si attiva da aree che sono in parte corticali ed in parte contigue a quelle del DAP nell’amigdala, ma non esattamente le stesse aree. L’ansia ha sempre però una origine a prevalenza corticale connessa ad eventi considerati pericolosi, il DAP invece può appare in situazioni impreviste, mai pensate, ragionate o temute prima. La contiguità delle aree cerebrali i ogni modo determina la probabilità che un GAD si trasformi in DAP.

La crisi di panico vera e propria, che definirei approssimativamente “pura”, appare per la prima volta all’improvviso (quasi sempre in spazi chiusi), senza che sia collegata ad un particolare pensiero pessimistico cosciente, magari anche in una fase relativamente buona dell’ esistenza, ma quando arriva essa è rapida, invasiva e travolgente. La sensazione è quella di avere improvvisamente un malessere grave, magari una crisi respiratoria o un attacco cardiaco. Il cuore comincia a battere forte, la testa “gira”, si suda freddo, le gambe diventano molli, le mani sono fredde ed a volte gli sfinteri non tengono, sensazione di vomito…c’è chi si sente svenire, altri sono convinti che in quel momento preciso… essi stanno… esattamente… morendo.

Il DAP può nascere come esito di esperienze traumatiche (esempio una perdita, un lutto, una grossa paura), o magari da protratti periodi di preoccupazione (una separazione, un tracollo economico), ma non insorge mai da stimoli contingenti; quando esplode, esplode in situazioni che nulla hanno a che fare con lo stress di quegli eventi, anzi a volte dopo che lo stress sembrava ormai superato. Nei tourettici poi è frequente l’insorgere del DAP senza che vi sia stata una precisa esperienza di stress emotivo.

Dopo una prima crisi ne arrivano inevitabilmente altre, sempre all’improvviso e quasi sempre (apparentemente) non correlate a quello che si sta facendo. In molte situazioni, dopo la prima crisi di panico, la vita è cambiata… e per alcuni in effetti è cambiata per sempre. Siccome il DAP (Disturbo da Attacchi di Panico) è presente nei tourettici in una percentuale più alta che nelle persone normali, vale la pena farci sopra alcune riflessioni.

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