Cambiamenti cerebrali nell’adolescenza

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Cambiamenti cerebrali nell’adolescenza2016-11-13T17:30:21+00:00

Una ricerca che conferma la teoria
dell’organizzazione neurologica

Da tempo noi di AST-SIT Onlus andiamo sostenendo che il cervello degli adolescenti subisce delle trasformazioni che per i tourettici possono essere importanti per quanto riguarda la loro capacità di modulare il comportamento e gestire ossessioni, paure e compulsioni. Con Bortolato si é visto il ruolo degli androgeni ad esempio, ma ora é confermato che é tutta l’organizzazione encefalica, in particolare per gli aspetti di connettività tra aree, a subire una profonda riorganizzazione nel periodo dell’adolescenza. Tema da noi dibattuto nella tavola rotonda del 25.02.2008.

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Già Cohen, nei suoi studi sulla maturazione nervosa dava conto di questa riorganizzazione neurologica drammatica e nello stesso tempo necessaria dell’adolescenza, ed ancora prima ne scrisse lo stesso Carl Delacato. In AST abbiamo più volte ribadito l’importanza di monitorare e presidiare educativamente (con educazione speciale) lo sviluppo dei bambini che già avevano presentato una sensibilità estrema del sistema nervoso (quelli con tic, con adhd, con caratteristiche autistiche e tourettici) nel momento in cui si avvicinano all’adolescenza. Ora, grazie alla risonanza magnetica, vi é un riscontro preciso di quanto abbiamo sempre sostenuto.

Sull’ultimo numero della rivista “Journal of Adolescent Health”, infatti, Jay N. Giedd e colleghi del National Institute of Mental Health (NIMH) descrivono come i cambiamenti nel cervello degli adolescenti influisca sui fattori cognitivi emotivi e comportamentali. Si tratta di una revisione dei risultati del Longitudinal Brain Imaging Project del NIMH.
Tale studio, così come altri, indica come la materia grigia aumenti in volume approssimativamente fino alla preadolescenza per poi diminuire fino alla vecchiaia. I cambiamenti anatomici e fisiologici sono stati determinati nel dettaglio grazie alla tecnica di risonanza magnetica, e quindi senza l’uso di radiazione non ionizzante.

Secondo il commento dello stesso Giedd, riportato nell’articolo, “L’adolescenza è un periodo di sostanziale cambiamento neurobiologico e comportamentale in cui però il cervello non è da considerare un cervello adulto ‘difettoso’.”

“Il potenziale adattativo del processo di sovrapproduzione ed eliminazione selettiva, l’aumentata connettività e l’integrazione di disparate funzioni mentali, i cambiamenti nei sistemi della ricompensa che l’equilibrio frontale/limbico, e i concomitanti comportamenti di separazione da famiglia di origine, la ricerca del rischio e delle sensazioni forti hanno avuto un significato adattativo fondamentale nel nostro passato e potrebbe averlo anche nel nostro futuro. Questa incredibile plasticità del cervello dell’adolescente li espone a grossi rischi ma li dota anche di grandi opportunità.”

La ricerca é riportata dalla rivista Le Scienze, e la potete trovare a questo indirizzo:
lescienze.espresso.repubblica.it/articolo/Come_cambia_il_cervello_adolescente…

Questa ricerca ci dice quanto sia importante che i genitori non si fermino alla riduzione dei tic nella prima infanzia, che non si accontentino di eliminare il sintomo più esteriore (il tic) andando a chiudere i rapporti con gli specialisti dell’educazione speciale e con i neurologi di AST o di fiducia dell’associazione. Bisogna far sì che le problematiche potenziali dell’adolescenza sia prevenute, e se compaiono subito gestite o strategicamente accompagnate.
Alcune delle nostre famiglie hanno sperimentato come nei figli possa manifestarsi in modo distruttivo il bisogno improvviso di indipendenza (che ora sappiamo essere determinato dal processo di maturazione neurologica), con quelle forme di illogica oppositività e distruttività che abbiamo chiamato “cambio repentino di personalità” (vedi forum, area riservata). Con questa ricerca, e con le ricerche di Marco Boirtolato, abbiamo la conferma di quanto sia ingiusto attribuire colpe ai genitori per cambiamenti come questi, queste manifestazioni esacerbate dei tourettici.

In adolescenza l’educazione “normale”, anche la migliore, può non essere sufficiente.

GFM

Adolescenza e dopamina

Riflessione di Marco Bortolato

Caro Gianfranco,
colgo (un po’ in ritardo) l’occasione per sottolineare alcuni problemi neurobiologici che in qualche modo possono aiutare a riqualificare il ruolo neurobiologico dei cambiamenti cerebrali indotti dall’adolescenza.
A differenza di altri sistemi cerebrali, quello della dopamina (il neurotrasmettitore principalmente implicato nella patogenesi della sindrome di Tourette), arriva a maturazione solo in fase adolescenziale. Cio’ si deve probabilmente al ruolo edonico ed esecutivo della dopamina stessa, che e’ uno dei neurotrasmettitori piu’ direttamente implicati nella spinta comportamentale ad agire sulla base di istinti o della percezione del piacere. Ovviamente, l’adolescenza segna una fase importantissima nella ridefinizione del ruolo etologico di maschi e femmine. Cio’ dipende dall’acquisizione dei fattori sessuali secondari e dell’espressione libidica in forma esplicita, e dal nuovo ruolo assunto dall’individuo che assume finalmente un ruolo “attivo” e “produttivo” nel contesto sociale.

La ricerca che stiamo conducendo suggerisce infatti che alterazioni del sistema androgeni-dopamina e della sua maturazione in fase pre-adolescenziale e adolescenziale sia appunto alterato in alcuni soggetti affetti da sindrome di Tourette.

Mi trovo in questo momento a Riga, dove oggi parlero’ di queste ricerche all’Universita’ di Lettonia. Qualche giorno fa ho partecipato al convegno DISMOV, dove hanno presenziato alcuni dei piu’ importanti esperti mondiali di Tourette, come James Leckman e Mary Robertson. Si e’ ampiamente discusso delle novita’ nel settore, che vi descrivero’ in alcuni post a venire.

A presto,
Marco Bortolato

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