Educazione

 

Introduzione al testo
“Educazione e Tourette”

(A cura di Gianfranco Morciano)

Boccioni forme uniche nella continuità dello spazio 1913

Più volte, nel nostro sito, abbiamo fatto riferimento alla possibilità per i tourettici di pervenire ad un controllo delle loro più distruttive manifestazioni motorie e vocali, ed abbiamo anche sostenuto che un ambiente precoce, ben organizzato per stimoli ed interazioni sociali, risulta in grado di prevenire l’aggravarsi delle stesse. Gli spazi in cui il soggetto vive, gli stimoli sensoriali che riceve fin dalla prima infanzia, la ripartizione dei tempi di lavoro e di attività, lo stile di relazione e l’ordine adottato da genitori ed insegnanti, la tipologia di risposte sociali al comportamento del singolo, l’equilibrio tra un certo grado di accettazione dei suoi comportamenti e la limitazione di queste, il grado di aiuto e di autonomia nello svolgere compiti, tutta la somma di queste possibilità è appunto ciò che noi chiamiamo “ambiente educativoâ€, in una sola parola “educazioneâ€.

Consideriamo educativo tutto ciò che dall’esterno del soggetto influenza e condiziona lo sviluppo dello stesso; in questo senso l’azione educativa può essere esercitata da professionisti, insegnanti, genitori, tempi e spazi, strutture architettoniche, persone, cose…ed anche dal caso. Chiamiamo professionale l’educazione scientificamente impostata, che punta cioè ad indurre risultati previsti, ed educazione naturale quella che viene esercitata dall’ambiente senza una precisa o consapevole programmazione. Esiste inoltre la possibilità per un individuo già maturo di fare auto-educazione, ciò comporta necessariamente una forma di sdoppiamento in cui una parte di sé si fa sociale e si attiva nel mettere sotto controllo ed istruirne un’altra; è però improbabile che questa possibilità possa essere data prima che il soggetto abbia ben sviluppato ciò che Piaget chiamò appunto il “pensiero socio-centricoâ€, cioè la capacità di vedere le cose contemporaneamente sotto diversi punti di vista. Per questo con i bambini tourettici l’ambiente educativo esterno risulta determinante e gli educatori sono tenuti a grandi responsabilità di scelta, il bambino tourettico che non riceve precisi livelli di aiuto e condizionamento da un ambiente educativo scientificamente disciplinato rischia di essere sopraffatto e governato dal suo handicap organico. L’ambiente naturale stesso (la famiglia, la classe scolastica, etc.) rischia di essere più condizionato che condizionante.

Quando un soggetto tourettico associa al danno neurologico originario gravi disturbi dell’attenzione, iperattività, comportamenti compulsivi ed anche disistimia psicologica, la sofferenza si espande in tutto il suo ambiente travolgendolo. Noi riteniamo che un intervento educativo precoce possa impedire o limitare l’associarsi di questi disturbi alla TS, e che un intervento educativo ed un aiuto psicologico all’individuo ed al suo ambiente possa altresì aiutare ad affrontare con più efficacia anche situazioni complesse, in certe situazioni anche senza cure farmacologiche invasive, in altre interagendo con esse. Una fonte di angoscia per i tourettici ed i loro familiari sta proprio nell’interrogarsi su quanto una certa intensità di manifestazione comportamentale possa essere frutto del solo disturbo organico oppure di errori educativi, di scelte sbagliate…spesso i genitori si fanno domande del tipo: “avrei potuto fare di più? Dovrei forse sgridarlo? E come se non ha colpa dei suoi sintomi? Avrei forse dovuto ignorare quella volta, non essere intollerante?â€

Per rispondere a domande come queste è d’obbligo chiarire i significati di alcuni termini, specificare lo spazio che è dato all’educazione, indicare quali attenzioni e sostegni psicologici sono più indicati per questo compito educativo, conoscere le possibilità di interconnettere l’intervento educativo e psicologico con le cure mediche proposte dalla neurologia. Il primo capitolo sarà dedicato soprattutto alla riflessione connessa alle attività educative, non senza tutta una serie di chiarificazioni semantiche di termini che ci saranno utili per comprendere anche parte dei successivi capitoli. Il secondo capitolo tratterà della componente psicologica, con particolare riferimento alla dimensione dell’autostima; il terzo capitolo, breve, tratterà di alcune problematiche qualche volta collaterali alla TS quali il deficit attentivo e la compulsione comportamentale, il quarto ha lo scopo di prendere in esame una serie di ambienti in cui la conoscenza delle caratteristiche e dei bisogni dei tourettiani può essere determinante per la predisposizione di spazi, tempi e relazioni facilitanti ed integranti.