Zoloft 2016-11-13T17:30:18+00:00

1) COMPOSIZIONE QUALITATIVA E QUANTITATIVA

Ciascuna capsula da 50 mg contiene:

Principio attivo:

Sertralina cloridrato: mg 55,950 (pari a sertralina mg 50)

Ciascuna compressa divisibile da 50 mg contiene:

Principio attivo:

Sertralina cloridrato mg 55,950 (pari a sertralina mg 50)

Ciascuna compressa da 100 mg contiene:

Principio attivo:

Sertralina cloridrato mg 111,900 (pari a sertralina mg 100)

Per gli eccipienti, vedere “Lista degli eccipienti”.

2) FORMA FARMACEUTICA

Capsule rigide

Compresse film-rivestite

3) INFORMAZIONI CLINICHE

04.1 Indicazioni terapeutiche –

Zoloft (sertralina) è indicato nel trattamento della depressione nei pazienti adulti, inclusa la depressione associata a sintomi di ansia. Una volta ottenuta una risposta terapeutica soddisfacente, il proseguimento della terapia con la sertralina previene l’insorgenza di recidive o la comparsa a distanza di tempo di nuovi episodi depressivi. Zoloft (sertralina) è anche indicato nel trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi nei pazienti adulti, nei pazienti pediatrici (6-12 anni) e negli adolescenti (13-17 anni). Una volta ottenuta una risposta terapeutica iniziale, Zoloft (sertralina) garantisce efficacia, sicurezza e tollerabilità prolungate nel trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi per un periodo di almeno 2 anni.

Zoloft (sertralina) è inoltre indicato nel trattamento del disturbo da attacchi di panico con o senza agorafobia.

Posologia e modo di somministrazione

Zoloft (sertralina) dovrebbe essere assunto in unica somministrazione giornaliera.

Le compresse di Zoloft (sertralina) possono essere assunte indifferentemente in presenza o in assenza di cibo, mentre le capsule devono essere assunte a stomaco pieno.

La dose terapeutica abituale per il trattamento della depressione è di 50 mg al dì.

Per il trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi e del disturbo da attacchi di panico la dose minima efficace raccomandata è di 50 mg/die. Tuttavia, la terapia del disturbo da attacchi di panico deve iniziare con il dosaggio di 25 mg/die, che dovrà poi essere aumentata a 50 mg/die dopo una settimana di trattamento. È stato dimostrato che questo regime posologico riduce la frequenza degli effetti indesiderati che caratterizzano il disturbo da attacchi di panico nella fase iniziale del trattamento.

La dose giornaliera per tutte le indicazioni può essere aumentata, in caso di mancata risposta, di 50 mg in 50 mg (ad intervalli di tempo non inferiori ad 1 settimana) fino ad un massimo di 200 mg al dì. La comparsa dell’effetto terapeutico si può osservare entro 7 giorni, sebbene l’effetto terapeutico completo si manifesti generalmente entro 2-4 settimane dall’inizio del trattamento e anche più a lungo per il trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi. Lo stesso dosaggio può essere usato sia nei pazienti adulti giovani che in quelli adulti anziani. Durante la terapia di mantenimento prolungato, Zoloft (sertralina) deve essere somministrato alle dosi terapeutiche più basse, con successivo aggiustamento posologico a seconda della risposta clinica.

Quando si decide di interrompere il trattamento le dosi devono essere ridotte in modo graduale per minimizzare l’entità dei sintomi di astinenza.

Uso nei pazienti pediatrici e negli adolescenti

La sicurezza e l’efficacia di Zoloft (sertralina) nei pazienti pediatrici e negli adolescenti (da 6 a 17 anni) affetti da disturbi ossessivo-compulsivi sono state accertate. La somministrazione di Zoloft (sertralina) negli adolescenti (13-17 anni) con disturbi ossessivo-compulsivi deve iniziare con dosaggi di 50 mg/die. Il trattamento dei pazienti pediatrici (6-12 anni) con disturbi ossessivo-compulsivi deve iniziare con 25 mg/die fino ad arrivare a 50 mg/die dopo una settimana. In caso di mancata risposta, le dosi successive possono essere aumentate, di 50 mg in 50 mg, fino ad un massimo di 200 mg al dì, al bisogno.

In uno studio clinico effettuato su pazienti di età compresa tra 6 e 17 anni affetti da depressione o disturbi ossessivo-compulsivi, Zoloft (sertralina) ha dimostrato un profilo farmacocinetico sovrapponibile a quello osservato negli studi con pazienti adulti.

Tuttavia, il minor peso corporeo dei pazienti pediatrici e adolescenti rispetto a quello degli adulti deve essere tenuto in considerazione quando si aumenta la dose oltre i 50 mg, per evitare la somministrazione di un dosaggio eccessivo. Tenuto conto che Zoloft (sertralina) ha un’emivita di eliminazione di 24 ore, non si dovrebbero effettuare modificazioni posologiche ad intervalli inferiori ad 1 settimana.

Si consiglia di utilizzare nei pazienti pediatrici le compresse da 50 mg e le capsule da 50 mg.

L’efficacia di Zoloft (sertralina) nei pazienti pediatrici e adolescenti con depressione non è stata dimostrata in studi clinici controllati. La sicurezza e l’efficacia nei pazienti pediatrici di età inferiore a sei anni non sono state dimostrate.

Uso nei pazienti anziani

Gli studi clinici condotti su oltre 700 pazienti anziani (età > 65 anni) hanno dimostrato l’efficacia di Zoloft (sertralina) in questa popolazione di pazienti. Il tipo e l’incidenza di reazioni avverse nei pazienti anziani sono risultati simili a quelli riscontrati nei pazienti più giovani.

Uso in caso di insufficienza epatica

Vedi sezione “Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso”.

Uso in caso di insufficienza renale

Vedi sezione “Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso”.

Controindicazioni

Ipersensibilità verso i componenti del prodotto o verso altre sostanze strettamente correlate dal punto di vista chimico.

Generalmente controindicato durante la gravidanza, l’allattamento e in pazienti con storia recente di infarto del miocardio o con malattie cardiache instabili.

Per l’uso nei bambini si rimanda alle sezioni “Indicazioni terapeutiche”, “Posologia e modo di somministrazione” e “Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso”.

L’uso concomitante di Zoloft (sertralina) e IMAO è controindicato (vedi sezione “Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso”).

L’uso del prodotto deve essere evitato nei pazienti con epilessia instabile.

L’uso concomitante di Zoloft (sertralina) con farmaci serotoninergici come il triptofano e la fenfluramina è controindicato.

Generalmente controindicato nei pazienti affetti da convulsioni (vedi sezione “Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso”).

Alcuni casi di reazioni gravi, talvolta fatali, si sono verificati in pazienti cui Zoloft (sertralina) è stato somministrato in concomitanza con farmaci inibitori delle monoaminoossidasi (inclusi l’inibitore selettivo selegilina e l’inibitore reversibile moclobemide). Alcuni di questi pazienti avevano le caratteristiche della sindrome maligna da neurolettici (sindrome serotoninergica), i cui sintomi comprendono: ipertermia, rigidità muscolare, mioclono, disfunzione del sistema nervoso autonomo con possibilità di rapide fluttuazioni dei segni vitali, alterazioni dello status mentale come confusione, irritabilità, e agitazione estrema che evolve fino al delirio e al coma. Quindi Zoloft (sertralina) non deve essere usato in combinazione con un IMAO o entro 14 gg. dalla sospensione del trattamento con un IMAO. Analogamente almeno 14 gg. dovrebbero intercorrere tra la sospensione della terapia con Zoloft (sertralina) e l’inizio della terapia con IMAO (vedi sezione `04.3 Controindicazioni’).

Altri farmaci serotoninergici

La co-somministrazione di Zoloft (sertralina) con altri farmaci che potenziano la neurotrasmissione serotoninergica (p.es. triptofano, o fenfluramina, o agonisti dei recettori 5-HT) deve essere evitata a causa della potenziale interazione farmacocinetica (vedi sezione “Controindicazioni” e sezione “Interazioni”).

Passaggio da una terapia con zoloft (sertralina) a una terapia con altri inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (ssri), antidepressivi o farmaci indicati per i disturbi ossessivo-compulsivi.

L’esperienza clinica finora acquisita non consente di stabilire quale sia il momento più opportuno per passare da una terapia con altri SSRI, antidepressivi o farmaci indicati nel trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi ad una con Zoloft (sertralina).

In questa fase, viene richiesta particolare cautela e vigilanza da parte del medico, soprattutto se si sostituisce un farmaco a lunga durata d’azione (p.es. fluoxetina). Il tempo di wash-out tra un SSRI ed un farmaco della stessa classe, non è stato ancora stabilito.

I farmaci appartenenti alla classe degli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina vanno somministrati con cautela in pazienti che ricevano in concomitanza anticoagulanti, farmaci che influenzano l’aggregazione piastrinica (FANS, acido acetilsalicilico, ticlopidina, ecc.) o altri farmaci che possono accrescere il rischio di sanguinamento.

Inoltre tali farmaci vanno somministrati con cautela nei pazienti con precedenti disordini della coagulazione.

I dati concernenti i livelli di Zoloft (sertralina) raggiunti nel latte materno sono esigui. Gli studi clinici condotti su casistiche molto limitate di donne in fase di allattamento e sui loro bambini hanno evidenziato quantità trascurabili o non rilevabili di Zoloft (sertralina) nel siero dei lattanti, anche se le concentrazioni nel latte materno erano più elevate rispetto a quelle rilevate nel siero materno. La somministrazione di Zoloft (sertralina) nelle donne che allattano è sconsigliata, a meno che, a giudizio del medico, i benefici siano superiori ai rischi .

Se Zoloft (sertralina) viene usato durante la gravidanza e/o l’allattamento, il medico deve tenere in considerazione che in alcuni neonati le cui madri erano state sottoposte a terapia con SSRI, tra cui la sertralina, è stata riportata una sintomatologia compatibile con la sindrome da privazione da farmaco.

Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso

La sicurezza del farmaco non è dimostrata in pazienti con una storia recente di infarto del miocardio o con malattie cardiache instabili.

Gravidanza

Il rischio di effetti dannosi a carico del feto a seguito di assunzione di Zoloft (sertralina) non è escluso; pertanto l’uso di Zoloft (sertralina) in gravidanza è da riservare, a giudizio del medico, solo ai casi di assoluta necessità .

Allattamento

I dati concernenti i livelli di Zoloft (sertralina) raggiunti nel latte materno sono limitati.

Uso in caso di insufficienza epatica

Zoloft (sertralina) è ampiamente metabolizzato nel fegato. Uno studio di farmacocinetica con somministrazione di dosi multiple condotto su soggetti con cirrosi epatica lieve e non progressiva ha dimostrato un aumento dell’emivita plasmatica del farmaco e una AUC e Cmax corrispondenti a circa tre volte i valori riscontrati nei soggetti normali. Non sono state osservate differenze significative tra i due gruppi relativamente al legame con le proteine plasmatiche. Zoloft (sertralina) deve essere usato quindi con cautela in soggetti con disturbi epatici. Se Zoloft (sertralina) viene somministrato a pazienti con insufficienza epatica, devono essere adottati dosaggi più bassi e meno frequenti.

Uso in caso di insufficienza renale

Dal momento che Zoloft (sertralina) è ampiamente metabolizzato, la quantità di farmaco escreta nelle urine sotto forma immodificata risulta trascurabile. Infatti, i parametri farmacocinetici (AUC0-24 o Cmax ) dopo somministrazione di dosi multiple, valutati in pazienti con insufficienza renale da lieve a moderata (creatinina clearance 30-60 ml/min) o da moderata a grave (creatinina clearance 10-29 ml/min), non si sono rivelati significativamente dissimili dai controlli su volontari sani. Le emivite erano sovrapponibili e non è stata riscontrata alcuna differenza nel legame con le proteine plasmatiche in tutti i gruppi studiati. Questo studio clinico mette in evidenza che, come previsto in base alla limitata escrezione renale di Zoloft (sertralina), il dosaggio non deve essere modificato in relazione al grado di compromissione renale.

Suicidio

La possibilità di un tentativo di suicidio è collegata alla depressione e può persistere fino a che non si verifica una significativa remissione; uno stretto controllo dei pazienti ad alto rischio dovrebbe accompagnare la fase iniziale della terapia. Zoloft (sertralina) dovrebbe essere prescritto in quantità minima al fine di ridurre i rischi di overdose.

Convulsioni

I pazienti in terapia con antidepressivi o con farmaci indicati nel trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi possono manifestare convulsioni. Episodi convulsivi si sono verificati approssimativamente nello 0.08% dei pazienti trattati con Zoloft (sertralina) in un programma clinico di sviluppo sulla depressione. Non sono state riportate convulsioni nei pazienti trattati con Zoloft (sertralina) in un programma clinico di sviluppo sul disturbo da attacchi di panico. Solo 4 pazienti su circa 1800 pazienti che hanno assunto il farmaco nell’ambito di un programma clinico di sviluppo sui disturbi ossessivo-compulsivi (circa 0.2%) hanno manifestato convulsioni. Tre di questi pazienti erano adolescenti, due con un episodio convulsivo e uno con una storia familiare di disturbi convulsivi; nessuno di essi era comunque in trattamento con anticonvulsivanti. In tutti questi casi, non è stato possibile stabilire una correlazione di causalità con Zoloft (sertralina). Zoloft (sertralina) non è stato sistematicamente studiato nei pazienti affetti da convulsioni; pertanto, l’uso del prodotto dovrà essere evitato nei pazienti con epilessia instabile e i soggetti con epilessia controllata dovranno essere attentamente monitorati. Zoloft (sertralina) deve essere interrotto in qualunque paziente che sviluppi convulsioni.

Effetto uricosurico

Zoloft (sertralina) è associato ad una diminuzione della uricemia di circa il 7%. Il significato clinico di questo effetto uricosurico non è noto e non esistono segnalazioni di insufficienza renale acuta conseguenti all’uso di Zoloft (sertralina).

Uso in pazienti con malattie concomitanti

L’esperienza clinica con Zoloft (sertralina) in pazienti con alcune malattie sistemiche concomitanti è limitata. Si consiglia cautela nel somministrare Zoloft (sertralina) a pazienti con malattie o condizioni che potrebbero incidere sul metabolismo o sulle risposte emodinamiche.

Zoloft (sertralina) non è stato valutato o utilizzato in maniera rilevante in pazienti con una storia recente di infarto miocardico o con malattie cardiache instabili.

I pazienti con queste diagnosi sono stati esclusi dagli studi clinici pre-marketing del prodotto. Tuttavia, sono stati valutati gli elettrocardiogrammi di 774 pazienti a cui è stata somministrata sertralina nel corso di studi clinici in doppio cieco, ed i dati rilevati hanno indicato che Zoloft (sertralina) non risultava associato allo sviluppo di anormalità elettrocardiografiche significative.

Assuefazione e dipendenza

Negli studi condotti sull’uomo e sugli animali, Zoloft (sertralina) non ha dimostrato di poter indurre una potenziale dipendenza.

Comunque, come per ogni farmaco attivo sul SNC, il medico deve valutare attentamente il paziente per quanto riguarda eventuali precedenti di abuso di farmaci e seguire questi pazienti in maniera particolare per verificare eventuali segni di cattivo uso o abuso di Zoloft (sertralina) (i.e. sviluppo di tolleranza, aumento di dosaggio, dipendenza).

Trattamento concomitante con IMAO

Interazioni

Farmaci legati alle proteine

Poiché Zoloft (sertralina) si lega alle proteine plasmatiche, il potenziale di una sua interazione con altri farmaci che si legano alle proteine plasmatiche dovrebbe essere tenuto in considerazione. Tuttavia, nel corso di tre studi di interazione condotti rispettivamente con diazepam, tolbutamide e warfarin non è stato rilevato alcun effetto significativo di Zoloft (sertralina) sul legame proteico del substrato.

Altre interazioni medicamentose

Sono stati eseguiti gli studi di interazione farmacologica con Zoloft (sertralina). La somministrazione concomitante di Zoloft (sertralina) 200 mg/die con diazepam e tolbutamide ha evidenziato piccole variazioni statisticamente significative di alcuni parametri farmacocinetici. La loro significatività clinica è sconosciuta. La co-somministrazione di Zoloft (sertralina) e cimetidina ha causato una sostanziale diminuzione della clearance della sertralina di significatività clinica sconosciuta. Zoloft (sertralina) non ha effetto sulla capacità di blocco beta-adrenergico dell’atenololo. Non sono state osservate interazioni tra Zoloft (sertralina) 200 mg/die e glibenclamide o digossina.

Warfarin

La co-somministrazione di Zoloft (sertralina) 200 mg/die e warfarin ha comportato un piccolo ma statisticamente significativo aumento del tempo di protrombina, la cui significatività clinica è sconosciuta. Quindi, il tempo di protrombina deve essere attentamente monitorato quando si inizia o si interrompe il trattamento con Zoloft (sertralina).

I farmaci appartenenti alla classe degli antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina possono accrescere il rischio di sanguinamento quando sono somministrati in concomitanza con anticoagulanti o con farmaci che influenzano l’aggregazione piastrinica (FANS, acido acetilsalicilico, ticlopidina, ecc.)

Farmaci attivi sul sistema nervoso centrale

Inibitori delle monoaminoossidasi (IMAO)

Vedi sezioni “Controindicazioni” e “Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso”.

Litio

Nel corso degli studi clinici controllati Zoloft (sertralina) verso placebo condotti su volontari sani, la co-somministrazione di Zoloft (sertralina) e litio non ha comportato alterazioni significative della farmacocinetica del litio, ma ha determinato un incremento degli episodi di tremore nel gruppo che assumeva Zoloft (sertralina) rispetto al gruppo in terapia con placebo, evidenziando una possibile interazione farmacodinamica. Quando Zoloft (sertralina) viene somministrato insieme ad altri farmaci che, come il litio, possono agire attraverso meccanismi serotoninergici, i pazienti devono essere opportunamente monitorati.

Fenitoina

Da uno studio clinico controllato verso placebo condotto su volontari sani risulta che la somministrazione di Zoloft (sertralina) alla dose di 200 mg/die non causa una inibizione clinicamente significativa del metabolismo della fenitoina. Si consiglia comunque di monitorare le concentrazioni plasmatiche di fenitoina dopo l’inizio della terapia con Zoloft (sertralina), effettuando gli opportuni aggiustamenti posologici della fenitoina.

Sumatriptan

Nella fase di commercializzazione del prodotto, sono stati raramente segnalati casi di pazienti con debolezza, iperreflessia, incoordinazione, confusione, ansia e agitazione a seguito dell’uso di Zoloft (sertralina) e sumatriptan. Anche se la terapia concomitante di sertralina e sumatriptan è clinicamente sicura, si consiglia di tenere sotto controllo il paziente.

Altri farmaci serotoninergici

Vedi sezione “Speciali avvertenze e precauzioni per l’uso”.

Terapia elettroconvulsivante

Non sono disponibili sufficienti studi clinici che consentano di stabilire i rischi o i benefici derivanti dall’uso concomitante di Zoloft (sertralina) e terapia elttroconvulsivante (ECT).

Farmaci metabolizzati dal citocromo P450 (CYP) 2D6

Gli antidepressivi inibiscono in misura diversa il citocromo CYP 2D6, isoenzima preposto al metabolismo di numerosi farmaci. Gli studi di interazione condotti con una somministrazione prolungata di Zoloft (sertalina) 50 mg/die hanno evidenziato un incremento minimo (media 23%-37%) delle concentrazioni plasmatiche steady-state della desipramina (marker dell’attività dell’isoenzima CYP 2D6).

Farmaci metabolizzati da altri enzimi del complesso CYP (CYP 3A3/4, CYP 2C9, CYP 2C19, CYP 1A2)

– CYP 3A3/4: Gli studi di interazione in vivo hanno dimostrato che la somministrazione prolungata di Zoloft (sertralina) 200 mg/die non inibisce la idrossilazione 6-b del cortisolo endogeno mediata dal citocromo CYP 3A3/4 o il metabolismo della carbamazepina o della terfenadina. Inoltre, la somministrazione prolungata di Zoloft (sertralina) 50 mg/die non inibisce il metabolismo dell’alprazolam mediato dal citocromo CYP 3A3/4. I risultati di questi studi dimostrano che Zoloft (sertralina) non inibisce il citocromo CYP 3A3/4 in modo clinicamente rilevante.

– CYP 2C9: L’evidente assenza di effetti clinicamente significativi sulle concentrazioni plasmatiche della tolbutamide, della fenitoina e del warfarin in seguito alla somministrazione prolungata di sertralina 200 mg/die suggerisce che Zoloft (sertralina) non inibisce il citocromo CYP 2C9 in modo clinicamente rilevante.

– CYP 2C19: L’evidente assenza di effetti clinicamente significativi sulle concentrazioni plasmatiche del diazepam in seguito alla somministrazione prolungata di sertralina 200 mg/die suggerisce che Zoloft (sertralina) non inibisce in modo clinicamente rilevante il citocromo CYP 2C19.

– CYP 1A2: Gli studi in vitro indicano che Zoloft (sertralina) inibisce il citocromo CYP 1A2 in maniera trascurabile o del tutto inesistente.

Farmaci deprimenti il Sistema Nervoso Centrale e Alcool

La somministrazione contemporanea di Zoloft (sertralina) 200 mg/die non aumenta gli effetti dell’alcool, della carbamazepina, dell’aloperidolo o della fenitoina sulla performance cognitiva e psicomotoria del soggetto sano. Tuttavia, l’uso concomitante di Zoloft (sertralina) ed alcool è sconsigliato.

Attivazione degli enzimi microsomiali

Studi preclinici hanno dimostrato che la Zoloft (sertralina) attiva gli enzimi epatici microsomiali. In studi clinici si è osservato che la sertralina determina una minima attivazione degli enzimi epatici come determinato dalla piccola (5%) ma statisticamente significativa riduzione dell’emivita dell’antipirina in seguito a somministrazione di 200 mg/die per 21 gg. Questa piccola variazione dell’emivita dell’antipirina riflette una variazione clinicamente non significativa nel metabolismo epatico.

Gravidanza ed allattamento

Una diminuzione della fertilità è stata dimostrata in uno di 2 studi su ratti a dosi di 80 mg/kg (20 volte la dose massima umana in mg/kg e 4 volte in mg/m2 ).

Effetti teratogeni

Studi sulla riproduzione sono stati effettuati su ratti e conigli, a dosi fino a circa 20 e 10 volte rispettivamente la massima dose giornaliera in mg/kg usata nell’uomo (da 4 a 4,5 volte la dose in mg/m2 ). Non sono stati evidenziati effetti teratogeni o embriotossici a nessuna delle dosi usate. Alla dose corrispondente a circa 2,5-10 volte la dose umana massima, tuttavia, Zoloft (sertralina) causava la tossicità materna che ritardava la successione dei processi di ossificazione fetale. Non esistono studi adeguati sulle donne in gravidanza. Poiché gli studi sulla riproduzione condotti sull’animale non sono sempre predittivi per la risposta umana, Zoloft (sertralina) dovrebbe essere usato durante la gravidanza solo in caso di assoluta necessità e sotto il diretto controllo del medico.

Effetti non teratogeni

Negli studi animali si è osservata una diminuzione della sopravvivenza neonatale dopo somministrazione di Zoloft (sertralina) alla madre in dosi circa 5 volte più elevate rispetto alla massima dose terapeutica giornaliera nell’uomo in mg/kg. La diminuzione della sopravvivenza neonatale si è dimostrata essere probabilmente dovuta all’esposizione di Zoloft (sertralina) in utero. Il significato clinico di questi effetti è sconosciuto.

Effetti sulla capacità di guidare veicoli e sull’uso di macchine

Gli studi di farmacologia clinica hanno dimostrato che Zoloft (sertralina) non ha effetti sulle capacità psicomotorie. Non c’è prova che Zoloft (sertralina) potenzi gli effetti sedativi delle benzodiazepine o di altri tranquillanti o dell’alcool. Tuttavia, poiché gli antidepressivi e i farmaci utilizzati nel trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi e del disturbo da attacchi di panico possono alterare le facoltà mentali e fisiche richieste per affrontare compiti potenzialmente pericolosi, come guidare un’automobile o usare macchinari, i pazienti devono essere opportunamente avvertiti.

Effetti indesiderati

Studi clinici

Nell’esperienza pre-marketing con Zoloft (sertralina), gli eventi avversi manifestatisi con maggiore frequenza negli studi clinici per la depressione e i disturbi ossessivo-compulsivi sono riportati qui di seguito.

Sistema nervoso autonomo: Secchezza delle fauci, aumento della sudorazione.

Sistema nervoso centrale e periferico: Vertigini, tremore, contrazioni.

Apparato gastrointestinale: Diarrea/feci molli, dispepsia, nausea, costipazione, flatulenza, aumento dell’appetito.

Sintomi psichiatrici: Anoressia, insonnia, sonnolenza, nervosismo, sbadigli, difficoltà di concentrazione.

Sistema riproduttivo: Disfunzioni sessuali (principalmente ritardo dell’eiaculazione negli uomini).

Generali: Lombalgia.

Disturbi metabolici e nutrizionali: Senso di sete, lieve aumento della trigliceridemia e lieve diminuzione dell’uricemia.

Apparato muscoloscheletrico: Mialgia.

Apparato respiratorio: Rinite, faringite.

Organi di senso: Anormalità visive, tinnito, perversione del gusto.

Apparato urinario: Minzione frequente, disturbi della minzione.

Ipomania o mania: Durante i test pre-marketing, ipomania o mania sono state segnalate nello 0.4% dei pazienti trattati con Zoloft (sertralina). L’attivazione di mania/ipomania è stata riportata anche in una piccola percentuale di pazienti con disturbi affettivi maggiori in trattamento con altri antidepressivi o farmaci indicati nei disturbi ossessivo-compulsivi.

Perdita di peso: In alcuni pazienti trattati con Zoloft (sertralina) possono osservarsi significative perdite di peso; nei pazienti trattati in studi clinici controllati si sono osservate variazioni di minima entità (massimo 1 kg), mentre il placebo aveva indotto variazioni di minore entità. Solo in rari casi i pazienti hanno dovuto interrompere il trattamento a causa della perdita di peso.

Studi controllati in doppio cieco effettuati su pazienti con disturbi ossessivo-compulsivi e con disturbo da attacchi di panico hanno evidenziato un profilo di tollerabilità sovrapponibile a quello riscontrato in analoghi studi condotti su pazienti depressi.

Dati post-marketing

Nella fase successiva alla commercializzazione del prodotto, sono state ricevute segnalazioni spontanee di eventi avversi verificatisi nei pazienti in trattamento con Zoloft (sertralina), tra cui:

Sistema nervoso autonomo: Midriasi, priapismo.

Generali: Reazioni allergiche, allergia, astenia, spossatezza, febbre, vampate di calore.

Sistema cardiovascolare: Dolore toracico, ipertensione, palpitazioni, edema periorbitale, sincope, tachicardia.

Sistema nervoso centrale e periferico: Coma, convulsioni, cefalea, emicrania, alterazioni dei movimenti (tra cui sintomi extrapiramidali, quali iperkinesia, ipertonia, digrignamento dei denti o disturbi della deambulazione), parestesia, e ipoestesia. Sono stati inoltre riportati segni e sintomi associati alla sindrome serotoninergica, in alcuni casi associati all’uso concomitante di altri farmaci serotoninergici, tra cui: agitazione, confusione, diaforesi, diarrea, febbre, ipertensione, rigidità e tachicardia.

Disturbi endocrinologici: Galattorrea, iperprolattinemia, e ipotiroidismo.

Sistema gastrointestinale: Dolore addominale, pancreatite e vomito.

Sistema emopoietico: Alterata funzionalità piastrinica, episodi anomali di sanguinamento (quali epistassi, sanguinamento gastrointestinale o ematuria) , leucopenia, porpora e trombocitopenia.

Esami di laboratorio: Alterazioni dei parametri di laboratorio.

Sistema epatobiliare: Gravi disturbi epatici (inclusi epatite, ittero e insufficienza epatica) e elevazioni asintomatiche delle transaminasi sieriche SGOT (o AST) e SGPT (o ALT).

Disturbi metabolici e nutrizionali: Iponatremia e aumento dei livelli di colesterolo sierico.

Disturbi psichiatrici: Agitazione, reazioni aggressive, ansia, sintomi depressivi, allucinazioni e psicosi.

Apparato riproduttivo: Disturbi mestruali.

Apparato respiratorio: Broncospasmo.

Cute e annessi cutanei: Alopecia, angioedema, e rash (tra cui rari casi di eritema multiforme e gravi disturbi cutanei esfoliativi).

Apparato urinario: Edema facciale e ritenzione urinaria.

Raramente in seguito alla somministrazione di antidepressivi inibitori della ricaptazione della serotonina si possono verificare manifestazioni emorragiche quali ecchimosi, emorragie ginecologiche, manifestazioni emorragiche a carico del tratto gastrointestinale, delle mucose o anche di altri distretti dell’organismo.

Quando si interrompe bruscamente il trattamento possono comparire sintomi di astinenza.

Tali sintomi sono, in genere, lievi e di completa risoluzione e comprendono, ad esempio: insonnia, vertigini, sudorazione, palpitazioni, nausea, ansia, agitazione, irritabilità, parestesie e cefalea.

Quando si decide di interrompere il trattamento le dosi devono essere ridotte in modo graduale per minimizzare l’entità di tali sintomi.

Sovradosaggio

I dati a disposizione hanno dimostrato che Zoloft (sertralina) ha un ampio margine di sicurezza in caso di sovradosaggio.

Casi di sovradosaggio dovuti all’assunzione di Zoloft (sertralina) si sono verificati con dosi superiori a 13,5 grammi. L’impiego di dosi eccessive di Zoloft (sertralina) principalmente associato ad altri farmaci e/o alcool è stato talvolta fatale; pertanto, qualunque caso di sovradosaggio deve essere trattato con decisione.

I sintomi del sovradosaggio comprendono gli effetti collaterali mediati dalla serotonina, quali sonnolenza, disturbi gastrointestinali (come nausea e vomito), tachicardia, tremore, agitazione e capogiri. Meno frequentemente, sono stati inoltre riportati episodi di coma.

Non ci sono antidoti specifici a Zoloft (sertralina). Se necessario, stabilire e mantenere la pervietà delle vie respiratorie, e assicurare un’adeguata ossigenazione e ventilazione. Il carbone vegetale attivato, che può essere utilizzato con un catartico, può risultare altrettanto o più efficace della lavanda gastrica, e dovrebbe essere tenuto in considerazione nel trattamento del sovradosaggio. Si sconsiglia l’induzione dell’emesi. Insieme alle misure generali sintomatiche e di supporto, si raccomanda il monitoraggio cardiaco e dei segni vitali.

A causa dell’ampio volume di distribuzione di Zoloft (sertralina), è poco probabile che la diuresi forzata, la dialisi, l’emoperfusione e la trasfusione di scambio possano produrre beneficio.

4) PROPRIETÀ FARMACOLOGICHE

Proprietà farmacodinamiche

È noto che la depressione è associata ad un’alterazione del metabolismo della serotonina (5-HT) a livello cerebrale. Zoloft (sertralina) è un potente inibitore specifico dell’uptake neuronale della serotonina in vitro ed in-vivo. Nell’animale Zoloft (sertralina) è privo di attività stimolante, sedativa o anticolinergica nonché di cardiotossicità, e nell’uomo ha un profilo psicomotorio neutro.

Grazie alla sua selettività nella inibizione dell’uptake della serotonina, Zoloft (sertralina) non potenzia l’attività catecolaminergica e non ha affinità per i recettori muscarinici, serotoninergici, adrenergici o GABAergici. Analogamente a quanto riscontrato in seguito alla somministrazione di altri antidepressivi o di altri farmaci indicati per il trattamento dei disturbi ossessivo-compulsivi e del disturbo da attacchi di panico, la somministrazione cronica di Zoloft (sertralina) si associa a down-regulation dei recettori noradrenergici e serotoninergici.

Negli studi condotti sull’uomo e sugli animali, Zoloft (sertralina) non ha dimostrato di poter indurre una potenziale dipendenza. Nel corso di uno studio clinico randomizzato in doppio cieco placebo-controllato condotto per confrontare la potenziale dipendenza indotta da Zoloft (sertralina), alprazolam e anfetamina-D, Zoloft (sertralina) non ha prodotto evidenti effetti soggettivi indicativi di un potenziale di abuso. Per contro, l’entità della dipendenza farmacologica, dello stato di euforia e del potenziale di abuso relativi a alprazolam e anfetamina-D sono stati considerati significativamente maggiori rispetto al placebo dai partecipanti allo studio. La somministrazione di Zoloft (sertralina) non ha prodotto né la stimolazione e l’ansia associate all’anfetamina-D né gli effetti sedativi e la compromissione psicomotoria associate all’alprazolam. Zoloft (sertralina) non agisce come un rinforzante positivo nelle scimmie rhesus addestrate in modo da autosomministrarsi cocaina, né sostituisce in questi animali lo stimolo discriminativo indotto dall’anfetamina-D o dal pentobarbital.

Proprietà farmacocinetiche

Nell’uomo, dopo una dose orale di Zoloft (sertralina), il picco ematico si raggiunge dopo circa 6-8 ore. Circa il 98% del farmaco circolante è legato alle proteine plasmatiche.

È stato dimostrato che la farmacocinetica di Zoloft (sertralina) nei pazienti pediatrici e adolescenti con disturbi ossessivo-compulsivi è sovrapponibile a quella degli adulti (anche se nei pazienti pediatrici e adolescenti la sertralina viene metabolizzata con efficienza leggermente maggiore). Tuttavia, tenuto conto del minor peso corporeo (specialmente da 6 a 12 anni), al fine di evitare livelli plasmatici eccessivi, è consigliabile somministrare un dosaggio inferiore ai pazienti pediatrici.

Il profilo farmacocinetico negli adolescenti e negli anziani non presenta differenze significative rispetto a quanto riscontrato negli adulti di età compresa tra i 18 e i 65 anni.

L’emivita plasmatica di Zoloft (sertralina) è di circa 26 ore, mentre quella del suo principale metabolita, la N-desmetilsertralina, è di circa 62-104 ore. L’attività in vitro della N-desmetilsertralina è notevolmente inferiore a quella della sertralina (< 20 volte) e non vi sono prove di una sua attività nei modelli in vivo di depressione. Nell’uomo Zoloft (sertralina) e la N-desmetilsertralina sono entrambe ampiamente metabolizzate ed i metaboliti risultanti sono escreti attraverso le feci e le urine in quantità eguale. Solamente una piccola quantità di Zoloft (sertralina) immodificata viene escreta attraverso le urine. Poiché la biodisponibilità di Zoloft (sertralina) in capsule aumenta in presenza di cibo, si raccomanda di somministrare Zoloft (sertralina) in capsule ai pasti. Il cibo non altera invece la biodisponibilità di Zoloft (sertralina) in compresse.

Dati preclinici di sicurezza

Le prove tossicologiche eseguite in diverse specie animali hanno dimostrato che Zoloft (sertralina) è ben tollerato ed è sprovvisto, alle dosi utilizzate in terapia umana, di attività teratogena. Assente è inoltre qualsiasi attività mutagena. La DL50 per os è di 548 mg/kg nel topo di sesso maschile e di 419 mg/kg nel topo di sesso femminile. Nel ratto maschio la DL50 è di 1591 mg/kg e nella femmina è di 1327 mg/kg.

5)INFORMAZIONI FARMACEUTICHE

Eccipienti

Capsule: Lattosio, Amido di mais, Magnesio stearato, Sodio laurilsolfato.

Componenti degli opercoli: Gelatina, Titanio biossido (E171), Giallo (E104), Giallo (E110)

Compresse: Calcio idrogenofosfato, Cellulosa microcristallina, Idrossipropilcellulosa, Sodio amido glicolato, Magnesio stearato.

Componenti della ricopertura: Titanio biossido (E171), Ipromellosa E3, Ipromellosa E5, Macrogol 400, Macrogol 6000, Polisorbato 80.