Ritalin

Ritalin 2016-11-13T17:30:11+00:00

Foglio illustrativo non disponibile

Principio attivo: metildenidato
Indicazioni:
deficit attentivo

Il metilfenidato (MPH) è uno stimolante dell’attenzione utilizzato in medicina per il trattamento del disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD) in bambini e in adulti. Viene anche impiegato per trattare sintomi di traumi cranici e i sintomi diurni di stanchezza indotti dalla narcolessia. Trova impiego anche nel trattamento della sindrome da affaticamento cronico. È commercializzato negli Stati Uniti sotto il nome di Ritalin®, Ritalina®, Concerta® (capsule a rilascio prolungato), Metadate®, Methylin® e Rubifen®, come racemo. A causa delle critiche mosse da alcune associazioni antifarmaco (vedi sezione successiva) il Ritalin é stato solo di recente messo in commercio in Italia dopo una lunga sperimentazione e nonostante che all’estero sia in uso ormai da 20 anni.

Il metilfenidato è stato brevettato nel 1954 dalla Ciba Pharmaceutical Company (successivamente diventata Novartis) e inizialmente era utilizzato per il trattamento della depressione, sindrome da affaticamento cronico e narcolessia. A partire dagli anni ‘60, viene impiegato per il trattamento dei bambini affetti da ADHD, disturbo che già in quegli anni si supponeva fosse originato da una danno neurologico talmente piccolo da non essere rilevabile dalla normale strumentazione diagnostica e che per questo veniva chiamato “danno minimo cerebrale”. Oggi nuovi studi, più tra i danni cerebrali, come per la sindrome di Tourette, la spiegazione di questa disfunzione viene cercata nei difetti di trasmissione delle informazioni tra aree encefaliche e nel fenomeno della iper-connettività (eccessiva eccitazione di neuroni e di mappe neuronali), difetti di organizzazione neurologica capaci di creare una sorta di disturbo nella ricezione degli stimoli ambientali detto “rumor bianco”.

Il metilfenidato è uno stimolante del sistema nervoso centrale. Ha un effetto calmante, e riduce il comportamento impulsivo nei bambini affetti da ADHD; medesimi effetti negli adulti.

Il metilfenidato ha effetti collaterali inferiori a quelli prodotti da altre amfetamine analoghe. Una bassa dose di metilfenidato è generalmente ben tollerata nei soggetti con ADHD, invece per la sindrome di Tourette è necessario agire con prudenza perché essa è già caratterizzata da un volgersi in senso iper-attentivo del disturbo di attenzione, pertanto il metilfenidato potrebbe portare al disturbo ossessivo (che in un certo senso può essere paragonato ad un eccesso di controllo) e quindi all’aumento del fenomeno ticcoso o ritualistico.

Utilità del farmaco, sovra-prescrizione, sovra-dosaggio

IL metilfenidato (RITALIN) è un farmaco in uso ormai da 20 anni, il quale ha prodotto una notevole riduzione dei disturbi attentivi negli USA, realtà nella quale un commercio dei farmaci molto più libero che in Europa ha però portato ad certo un abuso del suo utilizzo (acquisto ed usi senza controllo degli specialisti), questo fatto ha provocato in alcuni ambienti antiscientifici (es. la setta Scientology) una critica generalizzata al farmaco, con addirittura campagne allarmistiche e vere e proprie crociate che in parte hanno raggiunto anche il nostro paese. Per questa ragione il metilfenidato ha fatto fatica ad essere inserito nel prontuario approvato dall’ Agenzia Italiana del Farmaco, comunque oggi dopo una lunga sperimentazione il Ritalin è disponibile anche in Italia e tutte le obiezioni irrazionali sono state spazzate via da una rigorosa ricerca scientifica.

Per quanto riguarda il suo utilizzo valgono ovviamente tutte le attenzioni doverose anche per gli altri psicofarmaci: non deve essere prescritto se non per problemi di attenzione davvero invalidanti, deve essere somministrato ad un dosaggio sufficiente a permettere l’efficacia di un buon lavoro educativo e rieducativo atto ad aumentare le capacità di concentrazione e di espletamento del compito…in linea generale la nostra posizione è sempre la stessa: il farmaco appena possibile deve essere accompagnato da educazione speciale e quindi da questa essere sostituito.

[/fusion_builder_column][/fusion_builder_row][/fusion_builder_container]